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Festival della Disperazione

Il Festival della Disperazione torna a celebrare il suo rito collettivo più atteso: guardare in faccia le fragilità del presente e riderne, pensarci, discuterne, attraversarle insieme. Nato a Andria, il Festival è diventato negli anni un appuntamento riconoscibile e originale nel panorama culturale nazionale: un luogo in cui filosofia, letteratura, teatro, musica, performance, divulgazione e ironia si incontrano per trasformare la disperazione in uno strumento di conoscenza, relazione e partecipazione. La decima edizione del Festival segna un traguardo importante: dieci anni di incontri, domande scomode, risate amare, pensieri laterali e comunità temporanee costruite intorno a una certezza condivisa: non siamo messi benissimo, ma almeno possiamo parlarne bene. Il Festival nasce infatti da un'intuizione semplice e radicale: la disperazione non è soltanto uno stato d'animo da nascondere, ma una chiave per leggere il mondo, per nominare le contraddizioni del nostro tempo e per scoprire che, dentro ciò che ci inquieta, spesso si nasconde anche una possibilità di immaginazione.

Ogni anno il Festival sceglie un tema capace di intercettare paure, ossessioni, desideri e nervosismi collettivi. L'edizione 2026 ruota attorno a un argomento universale, inevitabile e per molti versi tragicomico: **invecchiare**. Con il titolo e lo spirito che da sempre contraddistinguono il Festival, questa edizione prova a raccontare il passare del tempo senza retorica, senza consolazioni facili e senza quella patina motivazionale che spesso trasforma ogni ruga in una lezione di vita. Invecchiare significa cambiare corpo, desideri, sguardo, energie, priorità; significa fare i conti con la memoria, con la cura, con la solitudine, con la paura di diventare irrilevanti, ma anche con nuove forme di libertà, lucidità e resistenza.

Il Festival della Disperazione affronta questi temi con il suo stile inconfondibile: serio nei contenuti, irriverente nel linguaggio, profondamente popolare nella forma. Non un festival triste, ma un festival che prende sul serio ciò che spesso viene rimosso. Non una celebrazione del pessimismo, ma un'occasione per capire meglio quello che ci succede, per condividere parole, esperienze e immaginari, per ridere anche quando non c'è moltissimo da ridere. O forse proprio per questo. La programmazione mette insieme ospiti del mondo culturale, artistico e scientifico, autrici e autori, musicisti, attrici e attori, pensatrici e pensatori, in un percorso diffuso che attraversa la città e invita pubblici diversi a incontrarsi. Gli appuntamenti del Festival alternano dialoghi, presentazioni, spettacoli, concerti, momenti performativi e occasioni informali di confronto, costruendo un'esperienza culturale accessibile, curiosa e partecipata. La città di Andria diventa così non solo scenario, ma parte viva del Festival: uno spazio urbano da abitare, percorrere e riscoprire attraverso le parole, i corpi, le storie e le contraddizioni che ogni edizione porta con sé.

Il Festival è anche un invito a rallentare, a sostare, a osservare. In un tempo che pretende efficienza, giovinezza permanente e felicità obbligatoria, la Disperazione propone una piccola forma di disobbedienza: fermarsi a guardare ciò che non funziona, ciò che fa male, ciò che cambia, ciò che finisce. E farlo insieme, con intelligenza, ironia e cura. Perché la cultura può essere anche questo: non una fuga dal reale, ma un modo più umano, più divertente e più consapevole di starci dentro. In dieci anni il Festival della Disperazione ha costruito una comunità affezionata e trasversale, capace di riconoscersi in un linguaggio diretto, anticonvenzionale e mai banale.

Programma completo su www.festivaldelladisperazione.it

Festival della Disperazione
Festival

Date

venerdì, 29 maggio 2026 - venerdì, 31 luglio 2026

Luogo

Seminario Vescovile, ANDRIA, BARLETTA-ANDRIA-TRANI

Location

Posizione